Dipinti

 Comunione mistica 2013


Comunione mistica
2013

 

 Castello interiore 2014


Castello interiore
2014

 

"Non ricordo se fosse senso di colpa o perdono" Tempera e oli 2014

“Non ricordo se fosse senso di colpa o perdono”
Tempera e oli
2014

 

La trasformazione batterica  in N.meningitidis 2014

La trasformazione batterica
in N.meningitidis
2014

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

poesie dalla silloge “Alcune poesie d’amore”

Ricordo di te
che ho imparato ad amare
ogni singolo tuo gesto,
agli altri sconosciuto,
ogni tuo piccolo passo.
E saperti in una trama reale
o di un trascorso,
non cambierebbe
quello che di te ricordo.
Ti conosco,
libera da ciò che non ci conosce,
da quando sola ti vidi
dall’ignoto mi confermai un dipinto,
un ritratto a te vicino.
Da lì ti conosco
tra le folle
con un messaggio tranquillo.
Quando sola ti vidi
per specchiarmi col tuo sapore,
da lì ti conosco.
E se ci fosse
un principio a separarci,
tra te, l’anima e il mondo,
io che ti conosco
tutta mi rallegro.

Novembre 2013

 

Exquisite Japanese Floral Hair Ornaments Handcrafted from Resin by Sakae

Exquisite Japanese Floral Hair Ornaments Handcrafted from Resin by Sakae

Così non resteremo che noi
puri e liberi, distratti.
Ma accorti
a non amarci di più
di come si ama la libertà.
Così anche tu sei l’amore
e se dovessi accettare
i sentieri delle intuizioni
le strade della povertà
se dovessi combattere
mille guerre per difendere
il mio diritto ad amarti
io lo farò
se dovessi varcare mille mondi
per venire a cercarti
del mio amore
ne farò scudo per la tua libertà.
E anche se non dovessi
mai ricevere il tuo compenso d’amore
io ti parlerò
ti scriverò perché restiamo i soli
ad essere liberi e puri
con la nostra formula.
Quando ti penso,
risvegli in me mille soli
e mille tempeste,
mi parli di meraviglie
e mi sento mille donne
di ogni parte della terra.
Mi sento forte per te
ma mi sento anche fragile.
Quando ti penso
perdo il ricordo
dell’inferno della tua assenza
risvegli in me una nuova
dolcezza, sana di chi è
come me e mi comprende.
Quante lettere ti ho scritto
solo per tenerti amico,
solo perché sei un mio simile.
Per questo sei l’amore
ovunque tu sia
o dove sei già
ti ho scritto che ti ho amato
e questo mi basta.

Agosto 2013

 

illustration by Zhang Weber

Illustration by Zhang Weber

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Poesie dalla silloge “Sono una mezzaluna”

 

Sono la mezzaluna
legata al tuo tempio d’amore.
Al ritorno dal viaggio
vedo il miraggio sbiadito
ardere sulla stella di maggio.
Ti amo come il sole
che cade nel mare,
ti vedo levare come una stella!
Coi giochi dell’aurora ti abbraccio
nel tuo cielo di sogni,
i miei baci sono come tante luci.
Sono la mezzaluna
legata al tuo collo e ai tuoi baci,
sono la luna piena
quando ritorni nel mare.
Se tu sei il sole del dono
divento abbraccio nel respiro
mentre sto tremando e sogno
per non lasciarti mai,
sole del mio bacio
sono la tua stella di miraggio!
23/05/2014

“Sono la mezzaluna” di Sabatina Napolitano

 

9174

 

Istanbul Foto di Miguel Virkkunen Carvalho

 

Ti sentivo parlare d’amore
un pomeriggio chiaro
in cui ero stanca,
avevi lo sguardo sottile
di chi guarda lontano.
Ti sentivo parlare d’amore
una sera mentre raccontavi
che siamo simili agli dei.
Andavi in giro,
sognando l’amore,
mentre ero stanca e triste.
Parlavi d’amore
quando ci incontrammo
e divenni con te
un’unica luce.
Parli d’amore
e sei come una casa
dove finiscono le ansie,
sei come un fiume
dove scorrono le attese.
Parli d’amore
dalla tua casa,
versi le tue lettere
quando sono sveglia,
mi vesti dei veli della storia
quando riposo.
Mi sembra tutto irreale,
se tu non sei con me.
Le carezze sul tuo viso
sono il richiamo dell’amore:
la tua saliva è come miele.

“Come parli d’amore” di Sabatina Napolitano

10505329_10153403986722316_8614426647038160503_n

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Alcune poesie dalla silloge “Metastasi di autonomia”

Corrado Levi, ‘di più di meno’, 1988

Figli della mente sbucano dal corpo,
sgombrando l’anima da demoni e ombre vaghe;
dal tuo ventre sbuca un cavallo,
dal mio una sirena
chiama un incontrollato pudore,
annusi il vuoto sgombro
e l’abbandono ti accarezza le caviglie.
Il tempo si raggomitola all’angolo della strada,
l’anima si fa più vicina agli occhi,
alle mani il sudore
è l’amabile rigurgito
di appannate sonnolenze del giorno.
L’attimo è interrotto da un’anima innocente.
Forse tu mi volevi meno concentrata
sugli affari dell’anima,
forse più pronta alle passioni,
più votata al reale,
per avere successo,
imparare a contare.
In cuor tuo sapevi la strada della poesia,
e la difficoltà di riaprire l’anima,
imparare a controllare la dolcezza
che deriva dal miracolo del sogno,
e poi la paura di ferirsi nella riconciliazione.
Lascia che ti ami come hanno amato tutti:
come se l’amore fosse una pena,
fosse un trasporto d’onda per la penna,
un moto d’estro da raccontarsi
quando si è un po’ stanchi,
un immenso cordoglio
da sgranocchiare con la testa sul cuscino.
Lascia che ti ami come amano tutti:
che i miei occhi pieni di lacrime,
si commuovano per chiamarti,
lascia che ti doni la sincerità della resa,
lascia che il cuore si ingentilisca
al punto che soffra
e tanto mediti con la serenità del dono.
Lascia che ti ami in un modo ignorante:
ho poche parole nuove,
e dentro la luce è fioca:
lascia che respiri da te ancora
per altro tempo non umano.
Lascia acquistarmi altre dimensioni,
credere che ci assisteremo con forza.

“Anche tu” 

Scritta 2008, pubblicata 2011

 

Bill Eppridge

E: Nello scrivere questa poesia
risento nella mente il tuo preludio
e rivivo una conoscenza
che sapeva ma non sentiva.
Essa chiamava un attimo
che non era blu,
cigolando s’intratteneva
per meandri caldi.

S:Erato sei vicina a me,
eppure non ti sento.
Sei dentro? Eppure ti scaccio,
follemente ti odio.
Però ti voglio e indago la tua aria.
Erato non ti sento
eppure sei ostile, eccoti:
l’aria intorno sembra intessuta di spago.
E-r-a-t-o, E-r-a-t-o, sottovoce.

E:La mente dimenticava la tecnica,
dimenticava il fatto,
dimenticava il suono
e nella dimenticanza ricordava.
La semplice luce rimandava al caldo,
al tuo corpo e al mio esploso
alle scaglie d’oro intorno.

S:Erato sei il corpo,
l’aria, il pensiero tenue?
Scorri in un sacrificio
di lacrima muta e assente…
Portami classiche voci auree d’incanto
(scultura d’argento a piaghe di pianto spento).

E: Tutto il mio corpo era una festa,
te come mio regalo e rifugio,
la pace dei sensi, la profonda attesa,
la lacrima.
E in questa semplice dimenticanza
risuonava il tuo Bach
dentro ero un pianto afoso.

da “Dialogo con musa intorno al preludio di Bach”

Scritta 2008, pubblicata 2011

Nina Lee
Al blu fruivano
l’onta montana della notte
e l’ansia d’agire manifesta
era un’ombra molle.
Le luci aggobbivano
su per i rivoli dell’autostrada,
che frugolava…
e lì agglutinati,
due amanti,
coi cuori raggruppati,
come due uccelli d’estate
su una panchina.

da “Glutine”

Scritta 2008, pubblicata 2011

Gregory Colbert

L’ostilità non trova luogo
in una cappa docile:
il giorno vestito di tempo dedito
abbonda l’animo nell’attesa.
Pochi i momenti d’alta poesia,
mi bisbigliano te insidiato
di vera grazia.
Mi chiedo se c’è scritto un istante
in cui sia stato veramente liberato.
L’anima ha visioni mentali,
quando padrona di me
non sono nè piena, nè vuota.
Una docilità lentamente si versa.

da “Fiat divino” scritta 2008 edita 2011

foto © Chris Maynard
Vorrei essere dove il tuo cuore arriva
apparirti nascosta, fusa nel tuo incontro
segreta nell’aria intorno a te.
Nel silenzio della natura e della preghiera
apparirti libera, assorta nel tuo mistero.
[…]
E mi piace quando pensi
perché credo che vedo chiaro,
vedo chiaro che quando pensi
mi vedi e vedi come t’amo
…come un’anima che si rappresenta
a gocce rallentate di poesia.
Mi piace quando pensi:
le ombre del tuo corpo
smussano le mie agitazioni,
il tuo occhio guarda le cose
ma le cose sono più grandi
e si rifugiano nella grandezza,
nude di riso e spoglie di acredine,
stanche, vive e scintillanti
nei porti sepolti dove pensi.

[…]
Ti amo quando pensi
perché credo che tu lo faccia a pieno cuore,
con versi immensi
fiondato nell’ascolto e nel vagabondare
pregno di lacrime, pregno nel voler dare.

da “Vorrei essere dove il tuo cuore arriva”

scritta 2009, pubblicata 2011

734686_10152204549532316_1401285676_n
Titubo nell’alta sensibilità,
ti guardo cigolare ansie,
ti guardo come uno sparviero
nel suo tentativo di sferragliamento.
Aspetto che diano un nome
alle mie riservatezze implose,
nascosta dietro alle pratiche reali,
di materia.
Conto gli aspetti acidi ma non mi arrendo
al concreto, al razionale triste…
Come ti portavo con me nell’astrattismo
delle immagini colorate!
Come erano belli i nostri tocchi al reale,
le grida del violino della nostra amicizia!
Ti sei arresa alla noia e alla dolcezza
del tuo tempo immutevole e molle,
non c’è più spazio in te
per sbuffi buffi
e per i miei affannati getti di vapore.

da “Delusione da un amico-poeta

scritta 2009, pubblicata 2011

1017116_269629149846614_1591590329_n
Ero cose in te che non ho mai saputo,
né sentito nell’intima coscienza,
ci elevammo per toccare Dio
e del Suo amore infuso
si faceva spazio nei corpi
un grumo potente,
commosso e a tratti fragile,
assetato d’Invisibile.
Quando mi stringevi in te per i fianchi
tanto che stavo toccando la storia
condensarsi nelle mie mani,
ho veduto in te i miei canali dell’amore
per il mondo, ho veduto tutto il mondo.
Ho veduto e ho perso vista,
ho accolto spanderci tutto,
e il mio corpo ti cedeva,
la mia anima perdeva peso
e l’acquistava mentre eri altro da te
che mi trattenevi per il canale dei sogni.

Nel mio posto reale il sospinto ti affolla
e se siamo stretti con un manipolo di terra
liberiamo miracoli nel tuo volto,
cambiamo l’aria tutto intorno
e il bacio è come il primo verso
e ha per gli occhi il tuo tepore tenero
che chiama libertà.
Affonda la mia testa e il corpo languido
quando esala la tua voce,
quando muore stanco il giorno
e tu giorno stesso vieni ad immergermi
là dove approdiamo oltretempo.

Io ero tremula di questo strano gioco,
di quegli occhi vispi da ragazzo
del tuo soffio poetico, oltre la Forza
il tuo fiato di stelle.
Sentivo schiudere nelle vene lentamente le sere,
accogliendo vapori estatici,
pompando il mio cuore
in un desiderio dolce e fragile,
sommesso e commosso d’Infinito amore.
Il tuo calore irreale ha sciolto
i richiami fievoli al destino
con abbracci di cielo,
e in una notte dopo, quando ad occhi chiusi
ho sentito e svelato,
ho scoperto pascerti di stelle,
e gustato tra quelle,
mi hai insegnato ad amare ed essere.
Mi verseggi ancora tra le labbra,
mentre ti bacio ho ricordi del tuo sapore
che chiama a creare per spontaneità
meraviglie e speranze
nelle volte che ti ho nel mondo.
Nel mio posto liquefa l’occhio intenso,
ti sento caldo e il tuo respiro crea
l’anfratto ad aria di pace,
lo spazio turgido ed etereo
che soccorriamo per disvelamento,
non ho per gli occhi un momento triste,
raccolta donna
per molti eventi
ho un gusto pieno e colmo
di quell’unico amore gentile
fluido nel tuo cuore
tenero di stelle.

Amore
ti raccoglie
cosa
Bella.

da “Pneuma” 

scritta 2009, pubblicata 2011

Steve Hanks
Con tornita flessibilità
le stelle ammaliano
la morbida sera,
e un carezzevole
frizzo di gelo
lusinga con tocchi di blu,
gli artigli di un istinto
amazzone che si
racconta tra le fresche
lenzuola, sfumando
come un’ombra,
al crepuscolo del giorno.

da Stati d’ animo: gli addii: quelli che restano”

scritta nel 2008, pubblicata 2011

 

77589992_2795685_29986188tt

Foto:

– Corrado Levi, ‘di più di meno’, 1988

– Bill Eppridge

– Nina Lee

– Gregory Colbert

– Chris Maynard

– immagine web

– dipinto Steve Hans

– dipinto Jack Vettriano

Un pensiero su “Alcune poesie dalla silloge “Metastasi di autonomia”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Alcune poesie dalla silloge “Tango per cigni neri”

La tua anima asperge il suo nome al caos
rigurgitando il mio sentimento si agita,
partorisce per sé una potenza nuova.
Può sembrare agli occhi un delirio
immanente, può scalfire la mente
che non sa parlare.
Da quando hai contemplato in me la musica
ti sei slanciato in un respiro furente
destato dalla molla delle mie forme
scoperto di panico e acutezza,
mi hai lasciata solo molle e indifesa.
La passione per me costringe
a legare lacci con le tue emozioni.

2010


35023_10152357073197316_862471696_n

In sogno poggiavi la testa sul mio ventre
con la destra tenevo la guancia
e d’un tratto la notte ti levi
dal tepore, dal tempo
occhi di mare e sole,
guardi, non parli,sorridi, accarezzo.
Aria bianca, la notte ci guarda.

2012

223568_10152273695122316_1330674739_n

Nascemmo in riva al mare
come purezze,
ma l’ardore è della vita
una macchia. Il tempo nero
offende l’anima.
Sei tra i più autentici presagi
e deliri della notte?
Dal principio
sentii un grande sole
dalla tua speranza,
e nel ventre
di ogni movimento
e sorriso imprimo le cifre
dell’infinito.

2012

312306_10152232281022316_772334146_n
Dal tuo volto cresce un senso segreto
che porta il seme dell’ultima conoscenza,
che conosce e non collassa
il vuoto delle distanze,
non affonda nel grembo scabro,
muore lentamente in un sepolcro mobile.
Come quando suoni naufrago nella poesia
galleggi, ribolli in fondo
agli abissi della realtà
che in ogni passo superano i volti
per trovarti lì
come ti vorrei dentro me,
sparso.
2010

530304_10152168041627316_207952911_n

Ti vivo col senso dei miei ricordi,
veliero intero in oceani
di grazia.
Ti incontro al viaggio:
nel succo del bacio
si realizza lo sguardo,
si risolve d’estasi
in rosso del corpo.
Rosso fuoco di velluto,
socchiuso di sogno folle,
di puro amore,
luce che esplode
mi parli con la mente
mi parli coi sensi: bellezza.

2010

163388_10152168040787316_1262540629_n

Le mani guardavano al viso
che guardava le mani.
Intorno l’acqua era come il vuoto
solo l’ampiezza dei corpi vicini
lo colmava e lo epurava da ogni altra storia
passata o vicina, e anche il tempo era vuoto.
Si lasciava ammazzare il silenzio
coi sospiri molli e fragili come i tuoi cuori.
I cuori di un ragazzo mite, in fiore, amabile, acerbo.
Un raggio iridescente sembri.

2010

314660_10152155254127316_1405048872_n

.

foto:

Gregory Colbert, Arthur Elgort, Robert Altman, Harry Benson “Kissing In The Kitchen”, Carl Iwaski, Steve McCurry

10 pensieri su “Alcune poesie dalla silloge “Tango per cigni neri”

  1. Ti faccio i miei complimenti. Questi estratti sono quelli che per vicinanza d’animo, sento più miei. Mi piace molto il modo in cui con gli “a capo” dai un senso di armonia alle parole e quanto queste siano compenetrate di reale sentimento. Buona giornata

    • Ciao Sandro come stai? Sono molto contenta della tuo commento, mi dicono “sublimati” o tanti termini intorno alle mie poesie che davvero a volte mi fanno cadere le braccia. Se mi dai una tua mail ti mando l’intera silloge. Buon pomeriggio

  2. Io sto portando avanti un progetto fotografico denominato “VariMuri”. Vorrei abbinare le immagini a parole che parlino di “chiusura”, di “pregiudizio”… cerco socia per abbinare immagini e parola. Ci vuoi pensare?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Alcune poesie dalla silloge “A Briglie sporche”

tumblr_mihqwds6tf1qamvvso1_500

Non conosco il nome
e non so chiamarlo,
ti riconobbi con l’anima spuria,
per la voragine dei dubbi.
La coscienza ricrea conoscenze,
fusa alle memorie
ogni momento
in arrestabili cordogli.
Il tuo verso è limpido
e sai la via delle armonie,
la precisione della sapienza
esatta. Mentre si muove
la materia interna
torno sempre in promesse
irriconoscibili, paesaggi
pieni di tempo o vuoti di vita.
E un giorno verrò chiamata
e di me e te
non resteranno che idee
come quelle di tutti
a cantare.
Tu sai il mio cuore cifrato,
ma in te la forma chiara
ciò che è distante
ciò che è mobile
non è perturbato
e mai m’arresto.

Come sono” 2012 da “A briglie sporche”

Les amoureux de la Bastille, 1957

Sei reale come il nulla!
– Ah, se avessi i baci,
come momenti di incostanza dall’irreale!-
Sono la cenere del cuore di ogni donna
col sapore umano di dire le cose.
E vivi sogno
che la notte dipinge di allori.

“In mano alla musa” 2012 da “A briglie sporche”

432146_10151201473897316_414395142_n

Dipendo dalla notte
e se tengo alta la guardia
o miro basso l’orizzonte
è per le lettere
in cui scrivi “si muove
la mia mano”.
Sospiri dall’oriente,
segni che qualcosa accade,
resto impassibile e muta
perché non è per fiamma
o simpatia, volerti bene.
Sei lontano
muovi la mano,
nel saluto dici “ferma,
non cercare più”.

“Con la mano”  2012 da “A briglie sporche”

Corrado Levi, Una poesia

Siamo talentuosi
in ore di distruttività e luce
perché la notte è delle lettere.
Conoscevo prima
un destino sul giorno
o sulla sera, ma da te
l’armonia è la notte.

“Lettera di notte” 2012 da “A Briglie sporche”

 

Tu su questo taci e non parli,
come se la volontà fosse un assurdo
come se la grazia fosse un arbitrio.
Fammi coi codici e le idee,
non voglio provare
timore della riverenza,
dell’inginocchiarmi
del saltare sulle scelte umane,
e non voglio tentare l’assoluto
senza la musica o il garbo,
vedi quanto gli occhi
chiedono misericordia
e per questa pietà
tieni conto delle ore
non abbandonarmi al tempo,
ai buchi che custodisco
come porti in cui torna la tristezza
fammi muovere o stare ferma
secondo un Tuo consiglio.
Tienimi presente
al cammino, alla verità
che non riesco a vedere
o che vedo mischiata
alla vita buia, al peccato
dei colori.

“Preghiera semplice” 2012 da “A briglie sporche”

Parking Meters Introduced

Nelle pose che prendi dei discorsi
scopro una coperta turgida,
quella stessa di mia madre,
e di chi non ha dimenticato il tempo.
Adesso ho più paura,
mi taro a Dio e non so dirgli
se vicino ho la tua mano,
o l’anima che a tratti perde
d’ignoto e acquista di realtà.
Ma non ne hai cura,
la tua immagine lo sai,
è lontana più del tempo,
dimmi se sei un punto
di lontananza, al di là del vero,
dimmi se sei quello,
che cerco e non ancora trovo.
Dimmi se non hai quella coperta
nei tuoi discorsi la sento dentro,
perché immagino un punto di fuga
perché vorrei la poesia,
ma non la trovo o non è mia.

“Nelle pose che prendi dei discorsi” 2009 da “A briglie sporche”

Robert-Doisneau-3

Mi insegnasti a gettarmi
nel caos, scavare il fondo.
Dalla pelle immaginare
l’eternità, come per l’eterno
il bisogno di non correre soli.
Accumulare inimicizie nel palmo,
lasciare i giochi e le bambole
per problemi d’aria celeste,
un immenso che non
è benedizione.
Innesti lasciati andare a sé,
troppo deboli per vincere
e tu con troppo dolore.

“Storie senza benedizione” 2012 da “A briglie sporche”

robert-doisneau-file7983

Preparati a riposi su petali di girasole,
bisbigli come violini della notte,
per te che non ci sei, fantasma che t’amo
riconosci questi ricci
per soffocare il ricordo di sempre
i tuoi paragoni a sogni soffusi.
Ti porto una samba di giochi maliziosi,
fiori indonesiani pelle nera e disegni sudamericani.
Non cercarmi bella, assaggia questo frutto semplice,
caldo e fragile: chi sei?
Laguna nascosta in uno scoglio,
foglia d’acanto, mistero ed incanto.
Scultura fragile non cercarmi nel tuo solito mondo,
invadi questo spazio dell’anima,
ti dono lacrime di stelle e cori d’angeli,
lontani dal paradiso solo per un tocco.

“Fantasma d’amore” 2008 da “A briglie sporche”

Robert-Doisneau-6

 

Foto:

Nina Lee

Willy Ronis, Les amoureux de la Bastille, 1957

Bill Brandt

Corrado Levi, Una poesia, 2010

– Io per strada, decadente

George W. Hales

Doisneau Robert (ultime tre)

4 pensieri su “Alcune poesie dalla silloge “A Briglie sporche”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Un pensiero su “Follow me

  1. Ho visto che sei venuta a visitare il mio blog (teniamocivisti.wordpress.com) e hai apprezzato l’articolo “La letteratura ci salverà”. Quando hai voglia di fare un giro… Io approfitto per curiosare tra le tue cose. La passione per le parole ci unisce. Molto belle le tue poesie. Complimenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...