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POESIA_LO SPECCHIO ERA LA MIA DONNA NUDA

Lo specchio era la mia donna nuda,
dipinta nota costretta all’ascolto.

La tela era la mia donna nuda,
termini freddi a cui partecipo non solo.

Avvolto di una pioggia d’altra razza
sui tuoi fianchi i contorni della mia casa.

La catena che ti stringe
è la tecnica  dell’esserti santo.

Il dolore mi muove, non sei azzurra.

Riprendo il verbo nell’ombelico; sono scritto
dove sei permessa alle rovine.

Il sonno ha la moralità di un passaggio,
vorrei dileguarmi o bruciare con te

la successione della lontananza,
le offerte del cuore psichico.

Il silenzio ora appare come tu sei:
tenebra e forza.

Fortezze poderi perdoni turbamenti:
offerte di perdono, algoritmi e manovre

per un punto fuori di me
fuori le tue stelle.

28/04/2014

Lettura: Vale il passo che percorro sul tuo viso

Vale il passo che percorro sul tuo viso,
il momento che ti dimenticai
la rabbia di dormire
sul mio dorso dell’odio.
Ma da che il mio orecchio è aperto
e il mio occhio è fermo su di te
quando mi percorri dentro
e sola aspetto
il giorno del nuovo rapimento…
Tu mi riprenderai un momento
nel dorso felice del tuo aspetto;
e saremo noi il paesaggio
gli incontri del tempo
nelle poesie dimenticate
o mischiate alle lacrime:
l’emozione che mi restituisce a Dio.
Siamo noi il punto
dove le cose si incontrano
mentre ti attendo dal cerchio
degli avvenimenti
e considero valente il mio bene
più del nulla e del silenzio,
della scusa di non amarti.
Sempre e solo tua l’estasi.

2014

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Lettura: Anelo acqua dai tuoi occhi, Poesie d’amore 2015

Anelo acqua da tuoi occhi,
ponti dai tuoi baci
bocca di ricordi
in un silenzio sospettoso.
Mi ricordi perché vivo
mentre t’avvicini
con quale lume aspetto,
ostinata rosa del capriccio,
guardo le tue labbra
distanti innocenti meravigliose
nel considerarsi opposte alle mie,
senza coscienza,
autonome labbra
in un fiero duello.
Amabili e stanche
mie dimore serrate,
labbra care
che non siete sorelle
così lontane terre
e spazi e luci di tramonti
in agguato alle tempeste.
Capricci da terre e labbra
che si rincorrono
senza catene giù per valli
e sentieri aperti
dove mi perdo
il cuore a osservarti.
Ti guardo così morbido e tenace
dal profondo silenzio degli occhi
che tanti cantarono oltre me,
di tanti poeti furono poesia.
I tuoi occhi raccontano
la trama scoperta
dal precedente a me,
dal non conosciuto, dalla fiaba.
Occhi e labbra
perché mi offendete
in questo desiderare
e correre per slanciarmi.
Indifese vocali
dalla mia spalla
si volgono a te
che mi guardi,
balliamo stanchi e audaci
nel nostro fuoco brillo.

29/12/2013