Concettualismo

Con concettualismo indaghiamo il concetto. Concettualismo non è surrealismo o informale. Non risponde alla logica ma a cosa c’è dietro il concetto. Questa allora è una arte di idee? Un idealismo? Una mancanza di formalismo? Un anti-formalismo? Un astrattismo? L’astrattismo coniuga delle linee, cioè le cifre al calcolo. Il concettualismo mette sul piano della dimensione il puro concetto escludendone l’idea. Il concetto non è la formulazione di una ipotesi. L’idea propone una visione con l’occhio della mente, l’ immagine, una formulazione di luce; il concetto è il punto da cui trovano origine le successioni. Se indago il concetto cerco il calcolo per cui calcolo e concetto sono linee. L’idea è il passo del calcolo, la terna pitagorica.

Nel concettualismo so che esiste qualcosa che non è visione. L’idealismo formula una cifra mentre il concetto traduce un termine che è “pura idea, idea zero”.

Indagare il concetto è il verso e il taglio, il momento prima del movimento. L’idea è il passaggio tra il concetto e l’atto, un piccolo calcolo. Il concetto non è calcolo.

11231086_1485594058405367_5393003762860611864_n

Abstract Art

Silenziosi palpiti di china parli cose morte.
Il sottile dei risvegli formali abbandona i lumi del semi-dio.
Tu sei quello
di notti d’inverno -tuoni-.

Esprimere scale di violini in risvegli.

Viaggi premi sogni è nullo zittire di velieri.
Versarti in follie e attese
il cuore nuovo s’ assottiglia
mi tieni morta versa                                                                  UNISONO e IGNOTO.

Lettura_ POESIA al museo PAN con Mario Sepe

[…] Prendimi il viso tra le mani / sorreggimi senza di te / non riposo. La tua pace / soffia sul mio collo / e mi dice “carezzati”. / Perché usi la mia lingua / per dirmi che mi ami?/ Usi il tempo, / coi venti dell’est / lavi i miei capelli/ per riempire il respiro. // Cresci in me / sazi la mia voce / delle primule e degli olezzi / prendi il mio viso tra le mani: /soffia la tua pace / vibri della storia che sorge. […] Poesie d’amore, La scuola di Pitagora, p. 35

11011120_1476510059313767_8296219908915953523_n

POESIA_LO SPECCHIO ERA LA MIA DONNA NUDA

Lo specchio era la mia donna nuda,
avvolto di una pioggia d’altra razza
la catena che ti stringe
è la misura dell’esserti santo.

Il dolore mi muove, non sei azzurra.

Riprendo il verbo nell’ombelico;
sei permessa alle rovine.

Il sonno ha la moralità di un passaggio,
vorrei bruciare le successioni

il silenzio ora appare come tu sei:
tenebra e forza.

Fortezze perdoni turbamenti:
algoritmi fuori di me
fuori le tue stelle.

Lettura: Vale il passo che percorro sul tuo viso

Vale il passo che percorro sul tuo viso,
il momento che ti dimenticai
la rabbia di dormire
sul mio dorso dell’odio.
Ma da che il mio orecchio è aperto
e il mio occhio è fermo su di te
quando mi percorri dentro
e sola aspetto
il giorno del nuovo rapimento…
Tu mi riprenderai un momento
nel dorso felice del tuo aspetto;
e saremo noi il paesaggio
gli incontri del tempo
nelle poesie dimenticate
o mischiate alle lacrime:
l’emozione che mi restituisce a Dio.
Siamo noi il punto
dove le cose si incontrano
mentre ti attendo dal cerchio
degli avvenimenti
e considero valente il mio bene
più del nulla e del silenzio,
della scusa di non amarti.
Sempre e solo tua l’estasi.

2014

11181582_1455419284756178_8034518462577350212_n

Lettura: Anelo acqua dai tuoi occhi, Poesie d’amore 2015

Anelo acqua da tuoi occhi,
ponti dai tuoi baci
bocca di ricordi
in un silenzio sospettoso.
Mi ricordi perché vivo
mentre t’avvicini
con quale lume aspetto,
ostinata rosa del capriccio,
guardo le tue labbra
distanti innocenti meravigliose
nel considerarsi opposte alle mie,
senza coscienza,
autonome labbra
in un fiero duello.
Amabili e stanche
mie dimore serrate,
labbra care
che non siete sorelle
così lontane terre
e spazi e luci di tramonti
in agguato alle tempeste.
Capricci da terre e labbra
che si rincorrono
senza catene giù per valli
e sentieri aperti
dove mi perdo
il cuore a osservarti.
Ti guardo così morbido e tenace
dal profondo silenzio degli occhi
che tanti cantarono oltre me,
di tanti poeti furono poesia.
I tuoi occhi raccontano
la trama scoperta
dal precedente a me,
dal non conosciuto, dalla fiaba.
Occhi e labbra
perché mi offendete
in questo desiderare
e correre per slanciarmi.
Indifese vocali
dalla mia spalla
si volgono a te
che mi guardi,
balliamo stanchi e audaci
nel nostro fuoco brillo.

29/12/2013