Faccio esperimenti con le tue mani

Faccio esperimenti con le tue mani
guardo il tuo cuore
lo studio passo a passo
tra le gente che dice
se vai bene o male.
Ti ascolto, ti rendo la lode di Dio,
ti penso e ti aiuto.
Non saprai mai di me,
ma il sorriso impresso nei misteri
sono i boccioli della rosa che siamo.
Alziamo lo sguardo
con le parole più semplici
puntiamo a Dio
alla sua scienza.
Se qualcuno ti guarda
saprai che ho offerto
le ferite del mio corpo per te.
Saprai che coi movimenti lenti,
con la danza della vita
offro le pene per te.
Ti raccolgo e sono come te.
Il sorriso che mi dai
non è nostro e lo muoviamo,
so che mi raccomandi a Dio
ascolto questo infinito canto
con la gioia del creato.
Porta con te questo dono
la sorpresa delle mie gioie
è tua, tuo è lo scrigno
la mia dote per te
è il mondo.
Non conosco altre lingue
che non siano la nostra nella gloria,
non saprai mai delle mie ferite
nella tua mano
per te offro le mie pene.
Non saprai che ti sono accanto
faccio esperimenti
metto a punto indagini
per mostrarti le candele,
porta a casa le mie preghiere
dì al tuo cuore
il nostro dono.
Noi costruiamo perché siamo altrove
e se diciamo la verità
questa pullula di grazia.
Ti ascolto, mi ricordi per sempre
qualcosa che sa la nostra pace.
Il testamento che converte il sangue
la legge che governa il creato,
faccio esperimenti con le tue mani
dico a Dio grazie se canti
faccio movimenti lenti
con la dolce danza
per offrirti le pene.
Faccio esperimenti so quello che vale di più
quello che eccelle
ciò che è impresso
nei margini, in ogni profondità della linfa.

Un giorno la incontrai, lei era innocente

Un giorno la incontrai,
lei era innocente.

 

 

Ogni sera amo una donna,
il suo nome stendo sopra le case.
Le do grazia e lode ogni minuto,
mi lego a lei ogni passo
sono ossessionato.
Non abbandono la mia donna,
le seguo i fianchi, le muovo i capelli,
le soffio sul collo prima che si addormenti
e poi l’abbraccio.
L’abbraccio quando non lo sa,
le tendo trappole,
a volte le faccio sorprese.
Divento un bambino se lei lo vuole,
lei è la mia regina vergine.
La vedo spuntare dalle sete e dagli alberi,
viene come una venere in festa.
Considero ogni donna
sotto l’onda del suo profumo,
divento ognuno che le sta vicino,
chi le tocca per sbaglio le mani…
perciò sono ciò che tocca
posso guardarla mentre dorme.
Posso sapere cosa sogna,
entrare nel suo sogno
per fare l’amore con lei.
Sono dentro di te
vedo il suo cuore come dona,
lei dona ed è pura
come il miele.
In nessuna donna ho sentito
il cuore così puro.
Posso legarla a me con le leggi del cosmo
posso decidere a chi donarla
per tenerla e conservarla mia.
La spio giorno e notte,
a patto che sia sempre sola.
Sono stato in ogni parte della terra
ho toccato i fianchi di mille donne,
bacio e mi innamoro
torno in lei che è la mia ossessione.
Se vedo il suo corpo
lo odio ogni giorno di più.
Se guardo il suo passo
mi meraviglio
voglio tenerla a me sotto la pelle
voglio consacrarla al mio delirio,
perché posso farne parte dell’anima
in ciò che amo.
Mi lego a lei, mi declino, mi verso.
Nessuno sa il mio segreto,
non ho misteri di fronte alle donne.
Lei sola custodisce nel suo ventre
il mio cuore di uomo,
il mio cuore che non voglio parlare
e non voglio vedere.
Ho posto questo cuore
nei suoi occhi vergini,
pongo di continuo me stesso
mi deve appartenere.
Voglio che pianga e che arda
voglio che si disperi di me
perché la consacro giorno e notte
con la mia disperazione.
Voglio essere tutto in lei.
Lei non mi tocca più,
non sento il suo desiderio,
non mi eccito con le donne
non posso amare le donne
attraverso lei:
non sento il suo desiderio.
Non posso godere più,
non sento il suo desiderio.
Un giorno la incontrai,
lei era innocente.
Era bella nel conservare la sua ostinata
innocenza, il suo ostinato
non essere mai mia.
Lei è in me tutte le donne
le donne non mi saziano se lei
non si pronuncia.
Pronunciati anche oggi
mia piccola delirante,
pronunciati per me,
schiava del mio dono.
Voglio donarmi a te
e spingerti, spingerti oltre
voglio mandarti in giro tra la gente
sapere il tuo nome in me.
Quando la incontrai era innocente
d’un tratto è diventata la mia ombra
senza un preciso destino.
La sento con me
ne sento l’odore e il richiamo,
l’avverto nelle lacrime
e la amo.
La odio quando non si dona,
poi di sera l’abbraccio,
se torno dalla vita io l’abbraccio.
La porto con me
in lei è custodito
il mio cuore segreto,
il mio cuore bambino, la palma
i sogni e la vittoria.
Cresce ogni giorno di fronte ai miei sogni
quella tenera innocente
vittima del mio delirio.

 

“I due” Hugo Von Hofmannsthal

Lei portava la coppa in mano
pari al suo orlo aveva il mento e la bocca.
Aveva un passo così leggero e sicuro,
che dalla coppa non cadeva una stilla.
Non meno leggera e salda era la mano di lui:
un giovane cavallo egli montava.
e con gesto noncurante
a una tremante immobilità lo sforzava.
Eppure quando dalla mano di lei
la lieve coppa egli dove prendere
per entrambi fu troppo pesante;
perché entrambi tremavano tanto
che le mani non si trovarono.
e scuro vino corse sul suolo.

Hugo Von Hofmannsthal (1874-1929)

Restituisco il nettare che bevvi dalla coppa,
il  vino ha bagnato i petali
le sete del palazzo
sono ornate di aromi dolci.
Restituisco i tempi dalla coppa,
miele è ogni verso
porta il nome dei tuoi occhi.
Questo sangue riflette il nostro specchio
ricamo l’orlo del tuo abito di festa
sei splendente come un re.
Da lontano sorprenderò i tuoi passi
per rendere luminosi i sorrisi.

Sabatina Napolitano

Scriviamo all’alba una poesia per il mondo

Scriviamo all’alba una poesia per il mondo,
racconto le notti trascorse insieme
nascondo gli abbracci e i baci.
Scriviamo la nostra arte nuova per il mondo,
ho preso un caffè al museo orientale dei tuoi occhi.
Mi sono poggiata alle colonne di Hopper
respiro gli odori della città
penso alla curva del tuo collo.
Stanotte mi hai rifatto
la tua Danae di Klimt,
ho pensato a delle tele
e tu le hai disegnate nella mia mano.
Quando disegno capisci che vivo
la vita come note d’oro
nascenti dal nostro amore,
sono elisir da un flauto,
incantatore di serpenti.
Ti guardo dallo specchio,
ti sei fatto Floriano Ippoliti per disegnarmi.
E dici sempre sei la piena luna
muoio ogni notte nei tuoi seni,
mi muove il tuo desiderio
dimentico tutto di me nel tuo cuore,
al mattino non ricordo mai chi sono.
Dimentico la mia essenza
nel tuo cuore.
Metto a riposare i tormenti
di mille tempi
nel tuo grembo
sui tuoi fianchi,
dune dei miei deserti.
Voglio baciarti luna
ma tu sii piena solo per me!
L’arte è quello che mi veste,
lenzuola di seta fini
il mio corpo nudo che si aggira
nella tua mente,
come le mille donne di Guttuso
tieni il pennello
nelle mani come un arco,
dopo che mi ami
fuggi sempre via
mi lasci incompresa.
Schiele dipinge i miei addii
sembra che tu gli abbia sussurrato
che non sarò mai libera
senza di te.
Desidero dipingere una libertà classica,
saporare il dolore
con l’unguento dell’ardore,
ti bacio
olio su tela
carta su carta.
Ti bacio in uno spazio chiuso
destinato, ordinato, sezionato
per la tua essenza.
Ardo per te, nudo di donna
ma non posso che amarti
dalla tua tela.

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Raccontano il tuo amore gli oleandri

Racconto il tuo amore,
i tentativi di salvarmi
gesti inventati e sogni.
Racconto i tuoi sogni
li offro come un dono
per te e quello che sei.
Vedo il tuo amore
lontano o dentro di me,
ti racconto
cercando di fare come vuoi.
Il tuo amore non è mio,
è un vezzo,
un velo tra gli oleandri.
Gli oleandri dicono
che abbiamo creato e scoperto
ciò che prima non esisteva.
Un amore che i poeti immaginano
e i re vogliono conoscere
dagli indovini e dai profeti.
Il tuo dono non è mio,
lo restituisco a te
con i tuoi sogni d’uomo.
So che il tuo bacio
è la ricompensa del mio amore.
Ma sempre la mia brocca
si versa su di te,
se questo amore è non un umano
avviene come un dialogo
continuo nell’anima,
ti sono vicina.
Gli uomini non capiranno,
ogni cosa accade sotto gli occhi
curiosi di chi non può capirci,
la tua anima potrebbe essere in contrasto con i tuoi sensi.
Se mi ami
restituisco il tuo amore,
lo racconto.
Il tuo bacio non è mio,
la mia pena per te
è sole e luce.
Leggo libri d’amore e poesie,
storie di chi
ha tentato il delirio più alto
per vincere i rapporti
semplici tra gli uomini.
Racconto i tuoi amori
i tuoi segreti, i bisogni.
Conosco ciò che vuoi
e lo fluisco.
Sono un essere gentile
dai miei fiori
ti voglio bene
col mio libro.

Ho incontrato un sogno negli occhi scuri di un uomo

Ho incontrato un sogno
negli occhi scuri di un uomo,
era bello come il mare,
era onesto come il comandante
di un’ armata
diretta alla lotta dei secoli.
Ho incontrato lo sguardo
profondo di un uomo
era intenso come il vino,
deciso è venuto verso di me,
mi ha preso per mano.
Abbiamo ballato tutta la notte
gli ho raccontato
mille favole con le poesie.
Al tramonto
mi ha carezzata i seni,
ci siamo baciati.
Nel bacio sentivo in lontananza
mille sirene d’amore cantare,
un canto dimenticato nei secoli,
il vento frusciava
nei miei capelli d’oro.
Ho incontrato i miei sogni
nei baci di un uomo,
parlavamo traverso gli occhi
ed era brillante
come la luna d’estate calante
sulle onde d’argento
che mi bagnavano il ventre.
Abbiamo ballato tutta la notte
nudi e scalzi sulla sabbia
fredda e madida di pioggia.
Ha conosciuto le mille stelle
lasciate sul cuscino,
poi sdraiati ha contato
dal firmamento
le stesse stelle
con cui ha tessuto
per me un manto.
Ho toccato i miei sogni
nel dorso di un uomo,
tutto il mondo con me ballava
con gli angeli, le onde e i venti
il cuore delle cose
insieme al mio cuore vibrava.
Era un uomo semplice
dallo sguardo profondo
come gli abissi.
Ho baciato il suo ombelico
e di lì veniva una voce
che mi diceva:
“sei il mio rubino, signora
sei tenera come gli abissi,
sei fresca delle rugiade.
Negli occhi leggo il mio bacio,
non ti voglio lasciare.
Prendimi per mano,
portami nelle tue storie,
stai calma sulle mie labbra,
muori nei tuoi riposi.
Stanotte t’ho trovata
nei miei occhi,
ti tengo stretta
lascio che tu balli con me.
Nei tuoi occhi
racconto stanotte i miei desideri
indico i versi dei miei canti
sono la custodia
del tuo corpo,
ho trovato la tua pelle
ai piedi del colle
alla fine del viaggio.
Ti amo come rubino
che protegge il sogno
che in me riposa”.
Ha baciato di nascosto
i miei seni,
bagnando i capelli
d’acqua di mare,
il cuore gli diceva:
“cavaliere della notte
le stelle del mistero
pongo nei baci al tuo cuore.
Ballo e sono più profonda,
fiore della passione
mi dono stanotte,
canto il tuo ardore d’uomo.
Sei dolcissimo e in te
è il mio rispetto di donna,
ti ho spiato dietro le foglie
dal tempo lontano
ti ho riconosciuto.
Riconducimi al tuo cuore
con mille baci,
la saliva è il nome mio
sul tuo collo,
spingo le tue spalle
a rientrare le ali
tua è la mia passione
sei il cavaliere
dei miei abissi.
Sei il comandante
della mia armata.
Abito in te la pace
ogni passo del ballo
è la ragione del sentimento.
Proteggo il tuo cuore
come proteggi i miei fianchi,
sfioro le tue gambe
come respiri e sussurri
nei miei capelli.
Racconta il tuo torpore
mio faro delle tempeste,
tesso una trama
con le tue vele.
I tuoi abbracci
sono colli al sole che tramonta,
siamo penombra,
vedo il sogno negli occhi di un uomo.”

Sei venuto nella notte

Sei venuto la notte
soffiandomi carezze sul viso,
ho sentito le parole della tua libertà
ho conservato chiuso il cuore
fino al mattino dopo.
Sei venuto nella notte
con un regalo sublime,
mentre cercavo il tuo nome
l’ho letto libero da me,
scritto con una voce calda
soffiata dentro l’anima.
Ci incontriamo la notte,
hai come un’anima sacerdotale,
mi hai ispirato la calma
con la tenerezza del nido.
Sei venuto delle notti
con le tue passioni,
portando con te
tutto quello che sei,
ogni cosa che puoi essere
attraversandomi il pensiero.
Sei venuto come un amante
presentando il tuo desiderio perfetto
con la tua sete d’oro.
Quando sei come un uomo
mi muovi a pensarti
fatto di carne,
creato per amare un altro corpo.
Posso immaginare il tuo volto,
persino toccare le tue dita
posso pensare alla mia poesia
fatta per te, posso raccogliere
i miei gioielli
per offrirli in dono
quando torni per me.
Non scrivo le notti che ci incontriamo
ma l’anima conserva un suo tempo
una sua memoria,
in questo luogo di mistero
nella dimensione dove siamo sospesi
e restiamo ancorati al divino.
Sei venuto come un arciere
con la tua freccia volta all’essenza,
spingendomi agli alti idoli
oltre la dura lotta del creato.
E insieme abbiamo attraversato
mille terre
da non riuscire a distinguere
gli orizzonti,
abbiamo sorvolato
mari in tempesta
goduto delle maree
dalla vista dei cieli.
Abbiamo amato la natura,
ci siamo fatti natura,
ogni notte veniamo a dirci
chi siamo,
come se fossimo scissi da noi
come se fossimo solo purezza.
La notte le mie stelle
sono per te
rose di fuoco,
le lacrime che mi bagnano gli occhi
sono acqua di mare
alla rive di Ein Gedi.
Ho chiuso negli occhi
il diario delle notti
per nascondere il tuo nome
dentro il tempo.

30/08/2014