Sono una mezzaluna

Sono una mezzaluna
legata al tuo tempio d’amore,
e quando sono al ritorno
vedo il tuo miraggio sbiadito
ardere sulla mia stella di maggio.
Io ti amo sole che cade,
e ti vedo levare come stella.
Sono nel tuo abbraccio
con la tenerezza dell’aurora
e i giochi svelati
sul tuo cielo di sogni
sono luce alla tua mano.
Sono la mezzaluna
legata al tuo collo e ai tuoi baci
e sono luna piena
quando stanco ricordi
di ritornare al mare.
Se tu sei sempre il sole del mio dono
io sono abbraccio nel tuo respiro.
Sono quell’abbraccio
che ti dice tremo o sogno
e che si può abbandonare
se tu non ti arrendi,
sono nell’abbraccio dell’amore
e gli chiedo di non abbandonarmi
e non andare via.
Ti amo sole del mio bacio
come tua stella di miraggio.

 

23/05/2014

 

10365868_10153256079522316_1497798806876233915_n

Bacio la tua mano ogni sera

Bacio la tua mano ogni sera
prima di addormentarmi,
bacio la tua mano.
La tua mano è lo specchio sottile
del tuo volto che in me ripiega,
ogni sera.
Se anche stasera nella rosa che t’avvolge
io scorgo un passo
in quel piccolo anfratto
della mia riva,
tra le tue dita,
mi specchio l’anima e la pelle,
mi accarezzo di nuovo
spiaggia e pelle
e più sottile riva,
più sottili percorsi che si raccontano
sopra i miei passi
e tra gli spazi, gli anfratti,
le rive della tua saliva
mi bagnano i ricordi
e mi asciugano i torpori.
Sì tu passa, mia mano nella tua,
mia mano tua che ripenso
ogni notte.
Sì tu passa, sui miei seni
o sulle natiche,
tu passa come aurora
e non come peccato.
Tu passa come umano,
come riva, come fiume, come acqua
tu mano mia così distante
in quelle dolci dita di ricordo…

16 marzo 2014

 

images-122

 

 
Percorro il tuo viso

Vale ancora il passo che percorro sul tuo viso,
il momento che ti dimenticai
la rabbia di dormire
sul mio dorso dell’odio.
Ma da che il mio orecchio è aperto
e il mio occhio è fermo su di te
quando mi percorri dentro
e sola aspetto
il giorno del nuovo rapimento …
Tu mi riprenderai un momento
nel dorso felice del tuo aspetto
e saremo noi il paesaggio
e gli incontri del tempo
nelle poesie dimenticate
o mischiate alle lacrime:
l’emozione che mi restituisce a Dio.
Siamo noi il punto
dove le cose si rincontrano
mentre ti attendo
dal cerchio degli avvenimenti
e considero valente il mio bene
più del nulla e del silenzio,
della scusa di non amarti.
Sempre e solo tua l’estasi.

21 Febbraio 2014

 

images-33

 

 

 

Critiche: “Tango per cigni neri”, 2013

Francesca Massa Ph

C’è un tempo, ricco di fermenti, che coincide con l’acquisizione del corpo mentale, quando sembra di poter non solo abbracciare lo scibile umano, ma di andare oltre. E’ l’euforia di tutte le potenzialità umane a convergere in un flusso energetico, che investe ogni atomo da ognuno dei quali potrebbe scaturire un altro mondo. E’ “Un tango per cigni neri” ad evocare una fede nell’incredibile, nell’ignoto, nell’imponderabile, rappresentato dalla figura maestosa del Cristo, al Quale dedica la sua opera, e dall’ effervescenza  della creazione da Lui riscattata, nel tripudio di un piano di salvezza universale. La nostra giovane Poetessa è investita dalla sacralità di ogni espressione di questa vita, potenziata dal divino e di ogni goccia ne fa un mare, di ogni foglia una foresta, di ogni raggio un sole e di ogni carezza un amore eterno e appassionato. C’è un sacro furore nei suoi versi, un fermento ineguagliabile, per cui valica luoghi comuni che non le appartengono più, esaltata dalla sua arte per cui prende ad evocare armonie nuove, a cantare l’essenza dell’esistenza non mortificata, ma libera dai lacci di norme desuete e prorompente di vitalità nuova . Se è vero che ognuno di noi viene al mondo per rinnovarlo, Sabatina Napolitano sta facendo la sua parte con l’Arte della scrittura. La Natura, che sembra rassegnata ad un ruolo sempre uguale è tale solo per chi non colga gli intimi palpiti della sua gestazione inarrestabile, in  silenzioso divenire. Tocca alla  Poetessa scoprirne gli echi, rivelarne i misteri, marcarli nello  stupore, elemosinare parole alla  sublimità del pensiero e poi confonderli, come si fa in una danza per originare altre coreografie del sentire umano. E’ così che una ridda di immagini si sovrappongono, si slacciano, si allontanano, si perdono e poi ritornano dove l’amore urge con le sue travolgenti istanze e prende a prestito “deliri d’acqua” che scivolano sotto le roventi arcate di un cielo nero. Ma la dualità dell’interpretazione corre su  binari che non possono incontrarsi, ma cercarsi continuamente e continuamente perdersi l’uno nell’altro senza sponde, ognuno in libero volo: due anime che non possono dissolversi l’una nell’altra, per sempre separate da Chi ne esige il possesso totale. Nessuno sarà mai di nessun altro, questo il tormento di ogni unione terrena: cercare nel connubio con l’amato quella indissolubilità che spetta solo all’anima col suo Spirito immortale. Quanti darebbero questa primogenitura per un ardente amore terreno, quanti volerebbero nell’abisso senza ritorno, ma “Dio,  di tutte  le cose create, ha riservato per Sé solo il cuore dell’ uomo” e nessuno potrà essere d’altri che parzialmente e per un tempo prescritto, durante il quale lo scopo del suo procedere non lo porti sulla via del Ritorno. E’ in questo avanzare e retrocedere che l’amore terreno conosce la sua forza e la sua fragilità, che la penna della Poetessa sa cantare così magnificamente,  creando composizioni di rara bellezza. Solo l’amore con la sua forza creatrice può suggerire  un contrasto di sensazioni, che variano  dall’estasi dell’abbandono, all’interrogativo che scardina una certezza conseguita. Il suo giovane cuore pulsa come un sole radiante allo zenit, ma le sue doti di conoscenza ed intelligenza devono fare i conti con l’irrazionalità di un sentimento, che rende folli anche  i più saggi tra gli uomini. L’amore dà le ali e concede di scorgere del mondo e di sé visioni celate, e  voli d’aquila su vette irraggiungibili e profondità abissali divengono, per magia, accessibili. La Natura tutta si onora di offrire alla Poetessa i suoi doni, perché da essi tragga le forze alleate  con la Poesia, dall’inizio del mondo. che nel loro divenire accolsero lo stupore di Dio. Per questo i suoi versi scivolano sull’acqua come cigni, si alzano inverecondi verso mete proibite e calano repentini a cogliere una goccia di rugiada sul petalo di una rosa, ebbra di quell’attimo di eternità. Come ogni cosa dipana il suo mistero, lei svolge il suo “ Io sono” tra i versi di una danza ininterrotta, come falena al lume di candela e s’immola nell’Amore  che può dare e ricevere, in un estremo vortice di passione. Non è forse l’Amore in tutte le sue forme a portare avanti il mondo? E non è forse ognuno di noi depositario delle sue gemme più preziose e dell’incanto più profondo? Memoria d’Altro Amore, celato nel fondo del cuore, ognuno insegue, senza potersene mai colmare, perché la sua via è attraverso tutte le cose che testimoniano la loro origine, per infusione d’Amore divino. Ad altra felicità rimandano le gioie quotidiane, allenano lo sguardo, le bellezze periture, alla Bellezza eterna, che profonde ogni sorta di bene, senza posa, che suggerisce una completezza di sensi sconosciuti da addomesticare. Grazie, mirabile Poetessa, il tuo furore per la vita è tensione costante a quella vera che non finisce mai , ma tu continua a regalarci i tuoi versi, a stillare gocce cristalline sul nostro sofferto sentiero, perché abbiamo bisogno di fermarci a sognare con la tua Poesia.

     Angela  Furcas

Leit motiv della silloge di Sabatina Napolitano “Tango per cigni neri” è l’amore, che le permette di raggiungere le vette più alte, per poi ricadere, delusa nei momenti di inquietudine. Compito della scrittura poetica è diradare il velo che avvolge l’intimità. La sua è ricerca del punto più estremo del sentimento: un amore dinamico che lasci un segno indelebile, anche nella sofferenza; carne nella carne, croce e delizia. Un percorso salvifico, pregnante, di Fede immensa, dove il ricordo, adagiato su ali di farfalla, lascia spazio ai sogni, fa rialzare dalle cadute e l’immensa forza di volontà fa superare le crisi esistenziali insite nell’essere umano. La poesia dell’autrice è colta, passionale, intensa, struggente, ma straordinariamente bella, musicale e assonante. Molto spesso il dolore è in antitesi all’amore, ma proprio per questo, fa vibrare le corde del cuore. Un viaggio dell’anima che riflette l’essenza e la sintesi agro-dolce della vita; una capacità emozionale intensa che ammalia chi legge, fra metafore ed esperienze vissute, che scandiscono il ritmo ed esaltano il fascino di queste meravigliose liriche. Versi che tagliano come rasoi e sferzano come vento impetuoso, orli di luce che ricamano la profondità dell’animo e servono a mitigare le ansie, nei tumulti sprigionati da uno spasmodico e umano desiderio di felicità. Lo sguardo è duro e rigoroso perché conosce i morsi dell’inquietudine. Questa silloge registra la sospensione, il cerchio non chiuso, il vuoto non riempito. Sognare di amare, affermazione del diritto alla completa espressione di se, che la poesia, fedele compagna, consente di raccogliere come perle preziose nella conchiglia segreta del cuore.

Luciana Esposito